Esperienza Kindle

Finalmente “Crimeless – Esperto in incidenti mortali” appare su KDP. Per me si tratta della prima esperienza di self-publishing con il lettore Kindle, che mi interessa fin da quando ho sentito parlare per la prima volta di inchiostro elettronico (e-Ink) da Nicholas Negroponte all’European IT Forum di Parigi nel 2005.
http://www.apogeonline.com/webzine/2005/10/04/01/200510040101)
Per entrambi i motivi, un’avventura che spero mi consenta di far conoscere le storie che ho scritto e quelle che ho in mente per il futuro.

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Curiosità sull’inchiostro elettronico utilizzato nei lettori Kindle?
Le principali tecnologie per i display di apparecchi elettronici “mobili” sono sostanzialmente tre: OLED (Organic Light Emitting Diodes); LCD (Liquid Crystal Display); inchiostro- / pagina- elettronica (e-Ink / e-Paper).
I display OLED, che utilizzano diodi ad emissione di luce realizzati con materiale organico
di tipo plastico, sono sottili, pieghevoli, resistenti , con ottima risoluzione,… Però, i diodi devono essere percorsi da corrente, perciò i display hanno un consumo più alto delle altre soluzioni.
Gli LCD, invece, sfruttano cristalli in forma liquida la cui orientazione può essere cambiata mediante un campo elettrico, con trascurabile consumo di potenza. A seconda dell’orientamento dei cristalli, ciascuna cella elementare dello schermo (pixel) può diventare opaca o trasparente ad una luce sottostante, sostanzialmente come una finestrella con una tendina alzabile o abbassabile a comando. Naturalmente gli LCD hanno bisogno di retro-illuminazione con conseguente consumo di potenza, più piccolo di quello degli OLED. Inoltre, i display a LCD sono rigidi.
Con e-Ink, invece, i pixel sono formati da piccoli contenitori plastici riempiti di liquido trasparente e di micro-sferette con colore e carica elettrica diversi (nel caso più comune bianche a carica positive, e nere con carica negativa). Applicando un campo elettrico (come nel caso LCD) si possono attirare verso la superficie rivolta all’utilizzatore le sfere di un colore piuttosto che dell’altro, “colorando” i pixel come si farebbe con una matita su un foglio di carta. La figura sottostante illustra bene questo concetto.
Questi display sono flessibili e non richiedono retro-illuminazione. Perciò, il consumo è molto basso e la lettura non stanca gli occhi perché a quella su carta a cui siamo abituati. La luce presente nelle versioni più evolute del Kindle serve soltanto per leggere anche di notte senza bisogno di altra illuminazione.

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